Discussioni:dissi

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ref dissi[cancia]

  • dezzò: that's all

dicce, diecio, indiccio: ditch

  • Dicchì: Dicky
  • dissi: this
  • dora: daughter

dorte: dirt, Dorothy

  • dringo (talà inga): drink
  • fait: to fight, to throw a punch

fai: fire faietatore: fighter

  • falò: fellow, boyfriend
  • farma: farm

http://books.google.fr/books?id=xG623_lMTwQC&pg=PA183&lpg=PA183&dq=abbordato+boarder+brooklyn&source=bl&ots=NK9dPc_DRU&sig=39NtyQpXp6qx1LUsZgUF2dojdqY&hl=fr&ei=72PIS9jrJtGjsQbixqmqCw&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CAYQ6AEwAA#v=onepage&q=abbordato%20boarder%20brooklyn&f=false


Un altro signore, invece, aveva fatto fortuna e ritornato in Aiello andava in giro sempre vestito a festa indossando ampi e lunghi vestiti con cravatte sgargianti, lunghe e larghe e con un ferma cravatta d’oro. Si vantava di aver fatto fortuna e di aver imparato benissimo la lingua inglese. Ogni mese si recava presso la filiale della Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania e ritirava il suo assegno in dollari (pezze), la sua cecca (check), proveniente dal Social Security Americano. Tutti sapevano, però, che era un ignorante, non sapeva leggere né scrivere, quindi era impossibile che avesse potuto imparare la lingua inglese. Quando gli chiedevano come avesse fatto, lui rispondeva che per lui era stato molto semplice. Bastava cambiare le parole, dire a volte anche il contrario. Infatti lui diceva che per dire cavallo in inglese (horse) bisognava dire orso. Per dire pane (bread) dovevi dire prete. Solo una parola era identica a quella italiana, cioè moglie. Infatti moglie (wife) in inglese si diceva guai. Questo italiese fra pochi anni scomparirà di sicuro. Creato dai primi emigranti in terra straniera, parlato e compreso dai figli, capito dai loro nipoti, ora le nuove generazioni si esprimono solo in inglese anche in famiglia e se vorranno imparare la lingua dei nonni la dovranno studiare a scuola, dove impareranno la vera lingua italiana e non il dialetto calabrese condito con parole inglesi storpiate e modificate.

Dissi sciabola is very good per fare gli oli per mettere la fenza. E’ una sciabola del re erode end tu la puoi pusciare benissimo. Nesso taime se vuoi parcare lu carru lo puoi parcare dietro u baccaiarda -(Questa pala è molto buona per fare le buche per mettere lo steccato. E’ una pala che la usano anche i ferrovieri e tu la puoi spingere benissimo. La prossima volta se lo vuoi puoi parcheggiare la macchina dietro il giardino.)-

Fonti: http://xoomer.virgilio.it/sanpietroinamantea/libri/fgagliardi/dolciricordidinfanzia.htm

ref dis[cancia]

Io già stevo ‘mpenzierito... auaie” [how are you?] (34). La pronuncia fricativa th- diventa dentale: dis (this), der (there), da (the), dezzol (that’s all). Una vocale è aggiunta alla fine della parola angloamericana: oppo (up), natingo (nothing), orioppo (hurry up), gherle (girl), iu mecche mi sicche (you make me sick). Alla parola modificata si applica spesso il rotacismo napoletano d > r : Scerappe evry barì (body > barì) (shut up every body). Viene imitato anche lo slang e il linguaggio colloquiale: iu gonne si (you are going [gonna] see), mi no itte natingo (Me [I] not eat nothing [enything]) (30). E ancora: Iù gonne si iur gherle – Ies – Too leit n’aru uanno is oppe stese (you are gonna see your girl – Yes – Too late, another one is upstairs) (193).

Alla fine del saggio è aggiunto un utile “lessico italo-americano,” da cui citiamo alcune voci: giobba (‘lavoro,’ da Job), monì (‘danaro’, da money), pennì (‘monetina, centesimo’, da penny), murghegge (‘mutuo ipotecario’, da mortgage), dezzol (‘basta, è tutto’, da that’s all), Bruccolino (luogo, Brooklyn), custumi (‘clienti’, da customer), ghella (o gherla, ‘ragazza’, da girl), bassamento (o basciamente, ‘sottinterrato’, da basement), besinisso (o bisinisso, beseness/o, besenisso/e, ‘affari, affari parsonali, vendita’, da business), naise (‘bello, piacevole’, da nice), olrraite (‘bene, giusto’, da all right), orrioppo (o orrioppa, arrioppi, ‘spicciati’, da hurry up), uozzemare (‘che cosa succede?’ da what’s the matter), grussaria (‘negozio alimentare’, da grocery [store]), ecc.

Fonti: http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:YDOgYnR4jvEJ:www.bibliosofia.net/files/hew.htm+%22arrioppi%22+hurry+up&cd=1&hl=fr&ct=clnk&gl=fr